Cosa devo fare in preparazione della fecondazione assistita?

Come riporta il portale delle fecondazioni, solamente il nostro medico curante o il centro specializzato a cui ci siamo rivolti per sottoporci a un trattamento di fecondazione artficiale può dirci in cosa consiste la preparazione pre trattamento e che esami dovremo affrontare. Diamo un’occhiata, in linea di massima, alle procedure seguite dalla maggioranza delle persone che si trovano in procinto di dover affrontare un trattamento di fecondazione assistita.
Quali sono gli esami richiesti?
La natura e il numero di esami richiesti al fine di essere pronti ad affrontare il trattamento di fecondazione artificiale varia a seconda del paziente, della sua età e della sua condizione clinica.
In linea generale le donne che si stanno preparando ad un trattamento di fecondazione assistita devono sottoporsi ad analisi complete del sangue e visite ginecologiche approfondite, che comprendano ecografie transvaginali e citologiche. In tal modo le condizioni di salute della donna saranno più che chiarificate. L’integrazione di una valutazione ormonale basale, cioè di una analisi del sangue adibita a verificare la capacità della paziente di produrre ovuli, risulterà obbligatoria in caso di fecondazione omologa, ovvero quella in cui la fecondazione avviene nell’utero della madre, mentre sarà solamente opzionale in caso di fecondazione eterologa, dove gli ovuli provengono da un donatore esterno alla coppia, trattamento per altro possibili solo in centri esteri e vietato in Italia dalle Legge 40 del 2014.
In caso di donne che non abbiano mai tentato una gravidanza, sarà necessario procedere ad una isterosalpingografia, che verifichi la mancanza di occlusioni nelle tube, ovvero di ostacoli all’interno del tragitto che dovranno percorrere gli spermatozoi per raggiungere gli ovuli. Per le donne che presentano un’età anagrafica maggiore ai 45 anni, è consigliabile l’esecuzione di una mammografia, di una glicemia o elettrocardiogramma, al fine di assicurarsi che lo stato di salute sia completamente adatto all’inizio di una possibile gravidanza.
Anche i componenti maschili delle coppie dovranno sottoporsi a specifici esami, come lo spermiogramma al fine di valutare la condizione qualitativa del seme. Entrambi i membri della coppia hanno l’obbligo di essere il più sinceri e precisi possibile nel raccontare al medico che sta seguendo il trattamento la propria storia clinica, le patologie rilevanti e le cure sostenute. Sarà compito del medico aiutarci nella individuazioni delle parti di interesse e preparare il giusto questionario e solleciti le fasi più importanti della nostra storia medica.
A questo punto, superati gli esami necessari, siamo pronti ad iniziare il lungo e delicato percorso di fecondazione artificiale.

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L’arte del trading delle opzioni binarie

Le opzioni binarie sono anche note come “opzioni digitali”, proprio per sottolineare la natura dell’opzione (si sceglie solo tra due situazione, per questo binaria). Quindi ci sono solo due possibili esiti di un’ opzione binaria, entrambi sono assolutamente accessibili all’investitore anche prima di acquistare l’opzione in questione, in modo tale da poter conoscere tutti i parametri. Chi investe sa già l’importo che va a rischiare, il potenziale guadagno ed il tempo necessario per ottenerlo.
Iniziare a farsi strada nell’ambito del mercato di trading online delle opzioni binarie è davvero molto semplice e nel giro di solamente pochi minuti (o di poche ore, la scelta è libera e dipende dall’investitore) si possono guadagnare percentuali enormi, di gran lunga superiore al capitale di partenza investito in un primo momento dal trader.
E’ probabilmente proprio per questo stesso motivo che il trading di opzioni binarie sta gradualmente guadagnando sempre più terreno nel luogo di scambio main stream. A differenza del mercato di trading tradizionale, si tratta di un tipo di business in cui un acquirente deve valutare davvero diverse cose prima di partecipare in attività. Al contrario, le opzioni binarie e il loro trading è facile e quasi tutti possono parteciparvi. Questa semplicità fa sì che questo mercato sia ben adatto per le persone che cercano di investire qualche soldo in più sul mercato, anche quando un individuo non dispone di informazioni sostanziali sul valore di determinati titoli. E’ sempre utile tenere a mente una serie di accorgimenti in modo tale da poter investire con successo nel mercato di trading delle opzioni binarie, quale che sia la vostra esperienza nel settore della finanza, dell’economia e degli investimenti in sede generale.

Considerate ciò che si impara a conoscere durante negoziazione scelta binaria:
Potreste avere bisogno di sapere di più su un titolo, anche solo per poter avere un quadro migliore sul tipo di investimento da fare e sul rischio a cui si viene in contro come trader. Avrete bisogno di sapere diverse informazioni riguardo le dinamiche del settore, in modo da poter prevenire la frustrazione nel non sapere come procedere adeguatamente, senza perdere il vostro capitale iniziale, anzi raddoppiandolo!
Per esempio, è necessario capire che tipo di negoziazione sarete disposti a fare in quanto ci sono per lo meno due tipi di approccio : lo stile europeo e quello americano .
Nel modello europeo di trading, un individuo può “vincere” il trade, se l’investimento arriva a porsi in una misura definitiva in un giorno ben preciso. Ad esempio, se credi che “Stock A” scenderà sotto il valore di quota alle 10.30, se avete ragione, vincerete parecchi soldi. Nel trading all’ americana invece, l’industria può farvi guadagnare se la vostra previsione si avvicina in modo molto più approssimativo. Se arrivate al punto tale comprendere queste tipologie di scambio, sarà più semplice decidere il tipo di strategia con cui sarete investendo.

Il Trading comporta alcuni sistemi di raccolta informazioni con cui si è in grado di gestire meglio le proprie opzioni, come ad esempio il rapporto dei costi in valuta estera, i prezzi dei beni, delle azioni, e le liste magazzino .
Fare conoscenza con queste scelte di trading porta a consentire di ottenere una visione migliore su un inventario specifico , un elemento o una reazione del settore. Per esempio , se avete notato che una lista magazzino come Nasdaq scende ogni Venerdì, allora si può analizzare il settore richiesto e tentare di investire basandoti su questi dati specifici. Se non si capisce il mercato in cui si desidera investire, è molto probabile che i vostri sforzi vadano completamente in fumo, anche se con le opzioni binarie la fortuna potrebbe girare dalla vostra parte a dispetto delle dinamiche “ambientali”, per cosi dire.

Anche se alcune delle aziende web che forniscono questo trading potrebbero richiedere un programma da scaricare dall’investitore, diverse società che forniscono servizi nell’ambito del mercato di trading in opzioni binarie sono esclusivamente web-based . E ‘ molto importante notare questo soprattutto se si ha intenzione di fare trading attraverso il web.

Bisogna assicurarsi di essere in contatto con il miglior broker , quando si cerca di trovare una buona piattaforma. Il web purtroppo può anche essere una risorsa ottima per malintenzionati, broker fasulli e truffaldini, nonché di persone che non sono minimamente intenzionate a farvi guadagnare, ma hanno invece il solo di danneggiare il volstro credito. Bisogna essere prudenti.

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Lo Sport aiuta l’arte

 

Capita spesso, come è già capitato negli anni passati, che lo sport accorra in soccorso dell’arte. Il motivo è molto semplice, perchè il potere di aggregazione che può avere lo sport è sicuramente superiore a quasi tutti gli altri avvenimenti, e quindi riesce a portare un numero di persone molto ampi. Basti pensare che una partita di calcio riesce a riempire anche uno stadio che può fare una capienza anche di ottantamila o novantamila persone. Ciò significa un numero di contribuenti veramente incredibile, che può elargire una piccola somma che, messa insieme alle altre, riesce a fare un bel gruzzoletto. Ecco, questo mezzo è stato usato molto spesso, e ancora viene usato, per poter raccogliere fondi da devolvere a progetti importanti. E negli anni tantissimi sono stati i progetti aiutati da questo movimento che, supportato da tantissime associazioni che organizzavano l’evento, ha poi devoluto l’intero importo raccolto. Tra le tante manifestazioni che si sono svolte sulla nostra Penisola ci sono state associazioni che hanno spesso fatto incrociare lo sport e i musei di arte dell’800, proprio con l’intento di sensibilizzare le persone e aiutare a conoscere il patrimonio presente sul nostro territorio. Le iniziative sono state tante: da partite di calcio che devolvevano l’intero incasso in beneficenza, magari per restaurare qualche opera importante, oppure solo per sovvenzionare un museo, ad incontri di altri sport con dei campioni di queste discipline, che sensibilizzavano i presenti a vivere i musei e l’arte in generale. Una formula, quindi, che funziona, e che consente non solo alle persone di poter vivere uno spettacolo, ma anche di aiutare con una donazione, o con una parte del biglietto acquistato per assistere all’evento, e quindi fare anche un gesto importante per conservare il nostro passato. La nostra storia ci appartiene, ma soprattutto ci rappresenta, e rappresenta un qualcosa di importante da tramandare alle generazioni future. Per questo motivo, ogni manifestazione che riesce a mettere insieme questi due scopi, diventa importante e da sostenere con ogni mezzo. Ci sono poi diverse sfaccettature della cosa, per esempio, in alcuni casi l’evento sportivo, ovvero una partita di calcio, è diventato un veicolo per sensibilizzare la visita ai musei. Infatti, l’ultima partita del cuore che si è svolta a Torino, allo Juventus Stadim è stata l’occasione non solo per raccogliere fondi, ma anche per avvicinare le persone che avevano acquistato il biglietto per assistere alla gara, ai musei cittadini. Coloro che possedevano il tagliando per la sfida dello Juventus Stadium, avevano la possibilità, mostrando lo stesso biglietto, di poter entrare gratuitamente all’interno dei musei della città di Torino. Lo sport e l’arte, quindi, ad accomunarsi, a darsi una mano l’uno con l’altra per poter sensibilizzare il più possibile le persone. La ventiduesima Partita del Cuore, che si è svolta a Torino, e che ha visto in campo a scopo benefico la Nazionale Cantanti e una squadra di Campioni per la Ricerca formata tra gli altri dal capitano della Juventus Gigi Buffon, quello della Roma Francesco Totti, l’ex tecnico Emiliano Mondonico, e i due ferraristi Fernando Alonso e Felipe Massa. L’intero incasso della partita è andato alla Fondazione Telethon e all’Istituto di Candiolo; mentre come dicevamo in precedenza mostrando il biglietto di questa gara, è stato possibile accedere a tutti i musei presenti nella città di Torino, pagando un prezzo ridottissimo, come per esempio: Museo Egizio, Museo del Cinema e la Reggia di Venaria Reale, e in moltissimi altri luoghi di arte che sono disseminati sul territorio piemontese.

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Vostra Politica Nostra Arte

 

 

Ha inaugurato dopo poco, rappresentando uno degli eventi romani più importanti nel calendario estivo. Lunedì 17 giugno, infatti, c’è stato l’evento che ha aperto questo nuovo Museo dell’Omeopatia in piazza Navona, un museo che tratta l’antica arte della medicina omeopatica a partire dall’800 fino ai giorni nostri. Questo museo nasce dal progetto del Professore Antonio Negro, scomparso appena tre anni, che è il fondatore dell’Accademia Italiana di Omeopatia e leader indiscusso dell’Omeopatia moderna. Il Professor Negro è stato il fautore e il promotore della diffusione della medicina omeopatica in Italia. Senza di lui tutto quello che oggi è in nostro possesso forse non ci sarebbe, o non sarebbe così ben strutturato. In occasione di questa inaugurazione, Poste Italiane ha anche deciso di distribuire un Bollo Postale commemorativo, che è stato distribuito direttamente all’entrata del Museo, da un ufficio mobile. L’omeopatia nasce oltre 200 anni fa, e ormai rappresenta un rimedio medico molto usato e apprezzato in tutto il mondo. A testimonianza di tutto questo, possiamo dire che solo in Italia sono circa otto milioni le persone che si curano con l’omeopatia, e che la distribuzione dei farmaci è capillare ormai in tutto il territorio italiano. A questo, poi, va aggiunto che tantissime ormai sono le aziende che producono questo tipo di medicinali omeopatici, sia in Italia che in Europa. Il movimento è talmente grande che addirittura sono state costituite associazioni e federazioni, senza dimenticare le società che sono nate con finalità didattiche e di divulgazione scientifica. Il grande passo in avanti è stato fatto però, quando alcune regioni italiane hanno iniziato attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, a dare la possibilità agli utenti di poter scegliere anche i farmaci omeopatici; lo stesso si dica degli ordini dei Medici e dei Farmacisti che ormai promuovono diverse iniziative legate all’omeopatia.Tornando al museo, la particolarità è che il tutto nasce nella stessa struttura dove per cinquanta anni, e precisamente dal 1953 al 2003, vi è stata la sede storica dell’Accademia Italiana di Medicina Omeopatica (AIMO), e dove la stessa ha svolto la sua attività. C’è da dire che questo museo ha un primato, è l’unico in Italia, e in Europa c’è solo quello che è presente presso l’Istituto di Storia della Medicina di Stoccarda – Fondazione Bosch, che offre la possibilità di poter vedere i manoscritti e tutte le opere redatte da colui che è il padre dell’Omeopatia, ovvero Samuele Hahnemann. Come abbiamo detto in precedenza, questo museo è particolare perchè conserva negli archivi privati, opere di medici omeopatici dell’800 e del 900, tutti arrivati qui o per donazione o perchè sono stati affidati direttamente agli archivi del museo. Importante anche la biblioteca del museo che presenta una collezione ricchissima di testi di omeopatia, scritti in diverse lingue, non solo quella italiana. Al suo interno sono presenti anche libri editi in Italia nell’800, prima rarissime edizioni, o monografie scientifiche molto curate. Il museo è aperto al pubblico gratuitamente, ed è a disposizione di tutti gli studiosi che vogliono consultare i manuali presenti al suo interno. Ovviamente gli spazi all’interno del museo sono aperti a mostre, incontri, seminari e ogni altra cosa possa favorire scambi tra le persone.

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Inaugurazione Museo dell’omeopatia

 

 

Ha inaugurato dopo poco, rappresentando uno degli eventi romani più importanti nel calendario estivo. Lunedì 17 giugno, infatti, c’è stato l’evento che ha aperto questo nuovo Museo dell’Omeopatia in piazza Navona, un museo che tratta l’antica arte della medicina omeopatica a partire dall’800 fino ai giorni nostri. Questo museo nasce dal progetto del Professore Antonio Negro, scomparso appena tre anni, che è il fondatore dell’Accademia Italiana di Omeopatia e leader indiscusso dell’Omeopatia moderna. Il Professor Negro è stato il fautore e il promotore della diffusione della medicina omeopatica in Italia. Senza di lui tutto quello che oggi è in nostro possesso forse non ci sarebbe, o non sarebbe così ben strutturato. In occasione di questa inaugurazione, Poste Italiane ha anche deciso di distribuire un Bollo Postale commemorativo, che è stato distribuito direttamente all’entrata del Museo, da un ufficio mobile. L’omeopatia nasce oltre 200 anni fa, e ormai rappresenta un rimedio medico molto usato e apprezzato in tutto il mondo. A testimonianza di tutto questo, possiamo dire che solo in Italia sono circa otto milioni le persone che si curano con l’omeopatia, e che la distribuzione dei farmaci è capillare ormai in tutto il territorio italiano. A questo, poi, va aggiunto che tantissime ormai sono le aziende che producono questo tipo di medicinali omeopatici, sia in Italia che in Europa. Il movimento è talmente grande che addirittura sono state costituite associazioni e federazioni, senza dimenticare le società che sono nate con finalità didattiche e di divulgazione scientifica. Il grande passo in avanti è stato fatto però, quando alcune regioni italiane hanno iniziato attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, a dare la possibilità agli utenti di poter scegliere anche i farmaci omeopatici; lo stesso si dica degli ordini dei Medici e dei Farmacisti che ormai promuovono diverse iniziative legate all’omeopatia.Tornando al museo, la particolarità è che il tutto nasce nella stessa struttura dove per cinquanta anni, e precisamente dal 1953 al 2003, vi è stata la sede storica dell’Accademia Italiana di Medicina Omeopatica (AIMO), e dove la stessa ha svolto la sua attività. C’è da dire che questo museo ha un primato, è l’unico in Italia, e in Europa c’è solo quello che è presente presso l’Istituto di Storia della Medicina di Stoccarda – Fondazione Bosch, che offre la possibilità di poter vedere i manoscritti e tutte le opere redatte da colui che è il padre dell’Omeopatia, ovvero Samuele Hahnemann. Come abbiamo detto in precedenza, questo museo è particolare perchè conserva negli archivi privati, opere di medici omeopatici dell’800 e del 900, tutti arrivati qui o per donazione o perchè sono stati affidati direttamente agli archivi del museo. Importante anche la biblioteca del museo che presenta una collezione ricchissima di testi di omeopatia, scritti in diverse lingue, non solo quella italiana. Al suo interno sono presenti anche libri editi in Italia nell’800, prima rarissime edizioni, o monografie scientifiche molto curate. Il museo è aperto al pubblico gratuitamente, ed è a disposizione di tutti gli studiosi che vogliono consultare i manuali presenti al suo interno. Ovviamente gli spazi all’interno del museo sono aperti a mostre, incontri, seminari e ogni altra cosa possa favorire scambi tra le persone.

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Museo Nazionale dell’Emigrazione

 

Il Museo Nazionale della Giostra e dello Spettacolo popolare, è un momento culturale di altissimo pregio, che è possibile vivere a Bergantino, in provincia di Rovigo. Inaugurato nel 1999, in una parte dell’antico Palazzo Strozzi di sua proprietà del Comune, il Museo Nazionale della Giostra e dello Spettacolo popolare rappresenta la testimonianza culturale di come era strutturato un parco dei divertimenti nell’800 e poi nel 900. Un excursus per capire come si è sviluppato e che evoluzione ha avuto il parco dei divertimenti, fino ai giorni nostri. Si tratta di un museo unico nel suo genere in Italia, che è nato con il duplice intento, non solo di rappresentare un posto dove è possibile visitare le memorie storiche che sono conservate; ma anche di poter essere un centro culturale di ricerca e di documentazione storica, per quel che riguarda il mondo popolare della piazza e quindi dei luna park. L’obiettivo del museo è quello di raccogliere e di divulgare tutta la documentazione che è relativa alla storia e all’antropologia a partire dalle fiere che si tenevano nel medioevo, poi nel rinascimento, fino ad arrivare ai giorni nostri. Al centro dell’indagine del Museo Nazionale della Giostra e dello Spettacolo popolare ci sono essenzialmente i giochi e gli spettacoli che erano portati in piazza da coloro che gestivano i luna park mobili. Per fare questo il museo ha stretto una collaborazione con istituzioni culturali importanti a livello nazionali quali: l’Accademia dei Concordi di Rovigo, il “Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari” di Roma, e il “Centro di Documentazione Storica” del Comune di Ferrara. Insieme alla nascita del museo, è nato anche un Comitato Scientifico, che cura il museo stesso, e consente ogni giorno di poter studiare e poi inserire nuove opere all’interno del percorso museale. Tutti i documenti raccolti nel tempo, e che ancora si stanno raccogliendo, sono la parte fondamentale che ha consentito di poter creare un percorso storico-culturale che prevede dei temi ben precisi come per esempio: gli aspetti storico-antropologici della Fiera e dello Spettacolo Popolare itinerante, le loro funzioni socio-culturali, e quelle ludico-spettacolari ed economiche. C’è un filo conduttore che consente di poter, a chi gestisce, portare sempre nuova documentazione all’interno del museo, e per chi visita, avere una visione completa di ciò che c’è all’interno. Si parte dalle origini rituali della giostra, passando per la sua evoluzione nel contesto dello spettacolo popolare, andando ad analizzare le varie componenti: dai semplici divertimenti offerti dai giullari cantastorie medievali, al teatro dei burattini e delle marionette, ai saltimbanchi e giocolieri; fino alla nascita del circo in Inghilterra. Senza dimenticare il teatro delle maschere, quello del Goldoni, fino alle origini del cinema nei padiglioni ambulanti, passando per le semplici altalene della società preindustriale alle giostre di vertigine del moderno luna park. Un viaggio completo nel mondo del divertimento e dell’intrattenimento, visto sotto il profilo culturale e dell’evoluzione, per capire anche la società del tempo. Tutto è raccontato in maniera sintetica, grazie a materiali iconografici, ovvero stampe, foto originali, riproduzioni fotografiche, o anche con modellini in legno, e manufatti artistici. Ogni pezzo presente nel museo, presenta una didascalia che contiene il titolo dell’opera, e un documento didattico che spiega bene di cosa si tratta e la storia.

 

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Museo Nazionale della Giostra

 

Il Museo Nazionale della Giostra e dello Spettacolo popolare, è un momento culturale di altissimo pregio, che è possibile vivere a Bergantino, in provincia di Rovigo. Inaugurato nel 1999, in una parte dell’antico Palazzo Strozzi di sua proprietà del Comune, il Museo Nazionale della Giostra e dello Spettacolo popolare rappresenta la testimonianza culturale di come era strutturato un parco dei divertimenti nell’800 e poi nel 900. Un excursus per capire come si è sviluppato e che evoluzione ha avuto il parco dei divertimenti, fino ai giorni nostri. Si tratta di un museo unico nel suo genere in Italia, che è nato con il duplice intento, non solo di rappresentare un posto dove è possibile visitare le memorie storiche che sono conservate; ma anche di poter essere un centro culturale di ricerca e di documentazione storica, per quel che riguarda il mondo popolare della piazza e quindi dei luna park. L’obiettivo del museo è quello di raccogliere e di divulgare tutta la documentazione che è relativa alla storia e all’antropologia a partire dalle fiere che si tenevano nel medioevo, poi nel rinascimento, fino ad arrivare ai giorni nostri. Al centro dell’indagine del Museo Nazionale della Giostra e dello Spettacolo popolare ci sono essenzialmente i giochi e gli spettacoli che erano portati in piazza da coloro che gestivano i luna park mobili. Per fare questo il museo ha stretto una collaborazione con istituzioni culturali importanti a livello nazionali quali: l’Accademia dei Concordi di Rovigo, il “Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari” di Roma, e il “Centro di Documentazione Storica” del Comune di Ferrara. Insieme alla nascita del museo, è nato anche un Comitato Scientifico, che cura il museo stesso, e consente ogni giorno di poter studiare e poi inserire nuove opere all’interno del percorso museale. Tutti i documenti raccolti nel tempo, e che ancora si stanno raccogliendo, sono la parte fondamentale che ha consentito di poter creare un percorso storico-culturale che prevede dei temi ben precisi come per esempio: gli aspetti storico-antropologici della Fiera e dello Spettacolo Popolare itinerante, le loro funzioni socio-culturali, e quelle ludico-spettacolari ed economiche. C’è un filo conduttore che consente di poter, a chi gestisce, portare sempre nuova documentazione all’interno del museo, e per chi visita, avere una visione completa di ciò che c’è all’interno. Si parte dalle origini rituali della giostra, passando per la sua evoluzione nel contesto dello spettacolo popolare, andando ad analizzare le varie componenti: dai semplici divertimenti offerti dai giullari cantastorie medievali, al teatro dei burattini e delle marionette, ai saltimbanchi e giocolieri; fino alla nascita del circo in Inghilterra. Senza dimenticare il teatro delle maschere, quello del Goldoni, fino alle origini del cinema nei padiglioni ambulanti, passando per le semplici altalene della società preindustriale alle giostre di vertigine del moderno luna park. Un viaggio completo nel mondo del divertimento e dell’intrattenimento, visto sotto il profilo culturale e dell’evoluzione, per capire anche la società del tempo. Tutto è raccontato in maniera sintetica, grazie a materiali iconografici, ovvero stampe, foto originali, riproduzioni fotografiche, o anche con modellini in legno, e manufatti artistici. Ogni pezzo presente nel museo, presenta una didascalia che contiene il titolo dell’opera, e un documento didattico che spiega bene di cosa si tratta e la storia.

 

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